{"id":3025,"date":"2024-03-25T10:09:50","date_gmt":"2024-03-25T09:09:50","guid":{"rendered":"http:\/\/cpnsauro.it\/?p=3025"},"modified":"2024-03-27T10:13:56","modified_gmt":"2024-03-27T09:13:56","slug":"ma-chi-e-la-regina-dello-scoglio-della-regina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cpnsauro.it\/?p=3025","title":{"rendered":"Ma chi era la Regina dello &#8220;Scoglio della Regina&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Maria Luisa di Borbone, \u201cRegina d&#8217;Etruria\u201d e \u201cDuchessa di Lucca<\/strong>\u201d<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, Livorno, tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo, divenne una delle pi\u00f9 rinomate mete turistiche d&#8217;Italia e d&#8217;Europa: una vera e propria capitale del turismo balneare. Anzi fu il turismo a trasformare, a partire dal Settecento, quella che era ancora una cittadina in buona parte chiusa nelle sue mura, dedita alla pesca e ai traffici marittimi, in una citt\u00e0 ampia e ben collegata, ricca di caff\u00e8, teatri, alberghi e vita culturale, con una grande estensione verso sud, lungo la costa. Prima dell&#8217;epoca d&#8217;oro della \u201cLivorno dei Bagni\u201d, ci sono dei pionieri che per primi hanno riconosciuto il fascino e i benefici del suo mare e della sua aria, iniziando a frequentare con passione un litorale ancora privo di confort per la balneazione.<\/p>\n<p><strong><em>La Regina che \u201cprende i bagni\u201d a Livorno<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Fra questi pionieri c&#8217;\u00e8 stata una donna, anzi una regina: nel luogo da lei frequentato come bagnante, nel 1846 sorse uno dei primi stabilimenti balneari della citt\u00e0 costruito dal dottor Squarci. Da qui il suo primo nome: \u201cBagni Squarci\u201d, successivamente chiamato e conosciuto come \u201cScoglio della Regina\u201d. Si tratta di uno dei luoghi pi\u00f9 famosi del Lungomare di Livorno, situato nell&#8217;area della Bellana. Ma chi era la Regina dello \u201cScoglio della Regina\u201d? Era addirittura la figlia del re di Spagna, Carlo IV: Maria Luisa di Borbone, nata a Madrid nel 1782. Una regina venuta da lontano quindi, ma che, comunque aveva un legame forte, con l&#8217;Italia: sua madre, era la figlia minore del duca\u00a0Filippo I di Parma, figlio di Elisabetta Farnese (seconda moglie del re di Spagna Filippo V), che da lei eredit\u00f2, il principato di Parma e Piacenza.<\/p>\n<p><strong><em>La nascita alla Corte spagnola<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sesta di quattordici figli (la met\u00e0 dei quali morti per la consanguineit\u00e0 dei genitori), a Maria Luisa di Borbone tocc\u00f2 la stessa sorte della madre (Maria Luisa di Borbone-Parma), quella di sposare all&#8217;et\u00e0 di tredici anni un suo cugino di primo grado, Ludovico di Borbone, principe ereditario di Parma. Rispetto a tante altre spose\u2013bambine, loro almeno non dovettero sposare un marito gi\u00e0 maturo o addirittura anziano; infatti la mamma di Maria Luisa spos\u00f2 a tredici anni, un sedicenne, Maria Luisa il cugino ventiduenne. Sembra, anzi, che la piccola principessa abbia avuto un&#8217;unione felice, come racconta nel suo diario. Il matrimonio per\u00f2 dur\u00f2 poco, perch\u00e9 Ludovico mor\u00ec a soli 30 anni. Dalla loro unione erano nati due figli: Carlo Ludovico e Luisa Carlotta.<\/p>\n<p><strong>La corona del \u201cRegno di Etruria\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La giovane coppia visse in Spagna fino al 1801, quando con il \u201cTrattato di Lun\u00e9ville\u201d, Napoleone confer\u00ec loro il titolo di \u201csovrani d&#8217;Etruria\u201d. Difatti Maria Luisa di Borbone, \u201cregina d&#8217;Etruria\u201d, viene identificata anche come Maria Luisa d&#8217;Etruria. L&#8217;incarico di governare sulla Toscana per\u00f2 non si rivel\u00f2 un atto di generosit\u00e0 da parte dell&#8217;imperatore: Maria Luisa e Ludovico trovarono Palazzo Pitti completamente spoglio. Per arredarlo dovettero far ricorso a prestiti e donazioni. Ma non solo. Furono osteggiati sia dall&#8217;aristocrazia locale che li vedeva come emissari di Napoleone sia dai progressisti e dai seguaci dello stesso Napoleone che li credevano dei reazionari, emanazione della tradizionalissima e \u201carretrata\u201d corona spagnola.<\/p>\n<p><strong>La scoperta della Livorno balneare<\/strong><\/p>\n<p>Alla pesante situazione politica fiorentina, diventata per Maria Luisa ancora pi\u00f9 gravosa dopo la morte del marito, la giovane sovrana reagiva prendendosi degli spazi per s\u00e9. Brillante e intelligente volle conoscere bene il suo regno e si innamor\u00f2 della costa. La scogliera livornese divenne un luogo del cuore della regina che qui si fece scavare una vasca naturale alimentata da acqua di mare. Un luogo ameno, che Maria Luisa contribu\u00ec a rendere conosciuto e appetibile. Comunque respirare aria di mare e fare abluzioni nell&#8217;acqua salata non era per l&#8217;epoca un&#8217;idea del tutto originale. Gi\u00e0 nel XVIII secolo le classi dominanti d&#8217;Europa avevano iniziato ad apparire nelle zone costiere come villeggianti. Inghilterra, Germania e Francia del Nord furono le prime localit\u00e0 in cui si svilupp\u00f2 il turismo estivo, successivamente il fenomeno coinvolse l&#8217;Italia e la Toscana (in particolare Livorno, come dimostra\u00a0Carlo Goldoni\u00a0che qui ambient\u00f2 la\u00a0\u201cTrilogia della Villeggiatura\u201d). Per curare sinusite, asma, bronchiti\u2026 i medici consigliavano di respirare \u201caria di mare\u201d, considerata balsamica e terapeutica.<\/p>\n<p><strong>Il sostegno all&#8217;arte e all&#8217;ingegno<\/strong><\/p>\n<p>Con la morte di Ludovico, Maria Luisa prese le redini dello Stato come reggente del piccolo Carlo. Si dimostr\u00f2 una sovrana capace e intelligente. Per risanare le finanze in dissesto, affid\u00f2 a Vittorio Fossombroni, gi\u00e0 ministro di Pietro Leopoldo, la gestione dell&#8217;Economia dello Stato, con cui promosse la difesa della libert\u00e0 di commercio, mise un freno alle malversazioni di corrotti e corruttori e rinvigor\u00ec l&#8217;Erario. Appassionata d&#8217;arte, scelse come precettore del figlio, Giovanni degli Alessandri, presidente dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze. Protesse gli studi, l&#8217;arte e l&#8217;ingegno, consegnando personalmente i premi che l&#8217;Accademia assegnava ai giovani allievi pi\u00f9 meritevoli. Si comport\u00f2 come una vera e propria mecenate scegliendo il pittore neoclassico Pietro Benvenuti come direttore dell&#8217;Accademia, commissionando a Luigi Sabatelli, che volle come maestro di disegno del piccolo re, gli affreschi per la sala della Reggia detta \u201cdei Novissimi\u201d, sottraendo a Napoleone l&#8217;intagliatore Raffaello Morghen. Non solo arte e politica: questa donna nei primi dell&#8217;Ottocento sostenne, come poche altre avevano fatto fino ad allora, le discipline scientifiche. Nel 1807 istitu\u00ec il Liceo di Fisica e Scienze Naturali con insegnamenti di livello universitario. Diede fondi all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, assegnandone le cattedre all&#8217;intellighenzia dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p><strong>Il tranello di Napoleone<\/strong><\/p>\n<p>Napoleone che pensava di aver posto in Toscana dei sovrani-fantoccio era perennemente in agguato. Maria Luisa lavorava per la sua Etruria, Napoleone per riprendersela. Il 10 settembre 1807 Maria Luisa fu obbligata a lasciare Firenze. Bonaparte cambi\u00f2 nome al regno e lo diede alla sorella Elisa. A Maria Luisa fu promesso il trono del regno di Lusitania, nel nord del Portogallo, cos\u00ec come stabilito nel \u201cTrattato di Fontainebleau\u201d, stipulato tra i suoi genitori e Napoleone. L&#8217;ex regina d&#8217;Etruria rifiut\u00f2 lo scettro: il territorio sarebbe stato usurpato a sua sorella, regina del Portogallo. Mandata in esilio in Francia, con la sua famiglia, Maria Luisa cerc\u00f2 di fuggire, ma venne catturata dalle truppe francesi, Napoleone, dopo averle tolto tutti i suoi averi, affid\u00f2 il figlio ai nonni materni e la esili\u00f2 nel monastero di San Sisto, a Roma, lasciandole solo la figlia e la compagnia di una dama. Nel 1814, dopo tre anni di reclusione, fu liberata dalle truppe di Murat che entrarono in Roma.<\/p>\n<p><strong>La nuova sfida: governare Lucca<\/strong><\/p>\n<p>Del suo destino politico si discusse e decise nel \u201cCongresso di Vienna\u201d. Le fu assegnato il piccolo Ducato di Lucca, gi\u00e0 repubblica aristocratica separata dal resto della Toscana e successivamente principato napoleonico. Maria Luisa divenne quindi duchessa di Lucca con il rango e i privilegi di una regina. Anche a Lucca dette prova di essere una sovrana capace e sensibile. Inizi\u00f2, in particolare, il suo governo impegnandosi a favore delle donne e degli emarginati. Dispose che fosse assegnata una dote a cento fanciulle dello Stato. Poi istitu\u00ec una speciale commissione che provvide a far realizzare cento letti da distribuire ad altrettanti poveri della citt\u00e0. Impose la restituzione ai poveri dei loro beni impegnati al Monte di Piet\u00e0 e ordin\u00f2 che il Tesoro si facesse carico di rimborsare quanto dovuto. Riport\u00f2 in vita diciassette monasteri, undici femminili e sei maschili. Diede nuova vitalit\u00e0 alle congregazioni e alle confraternite. L&#8217;Istituto Maria Luisa e il Conservatorio Luisa Carlotta sono stati i suoi fiori all&#8217;occhiello. Per le allieve scelse come materie di studio lettura, scrittura, catechismo, aritmetica, lingue italiana, francese e inglese, geografia, storia sacra, storia profana, logica e fisica. Contro gli i pregiudizi che escludevano le donne dall&#8217;apprendimento tecnico-scientifico, la duchessa aveva inserito nella formazione femminile, discipline afferenti al mondo matematico.<\/p>\n<p><strong><em>La Lucca di Maria Luisa \u201ccapitale della cultura\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come in Etruria, Maria Luisa si fece anche qui promotrice dell&#8217;arte e fautrice delle scienze. Sua la realizzazione dell&#8217;Orto Botanico di Lucca. Nella Villa Reale di Marlia istitu\u00ec l&#8217;Osservatorio Astronomico. Fond\u00f2 il \u201cLiceo Reale\u201d. Carlo Ludovico ne divenne presidente, ma tutto il controllo era nelle mani di Maria Luisa che ne cur\u00f2 i dettagli, puntando sulla scelta di professori di primissimo livello. Nel Palazzo Lucchesini di San Frediano fece realizzare laboratori scientifici ed anche un Teatro Anatomico. Poi fu la volta del Collegio Medico a cui seguirono i Collegi degli Ingegneri, Avvocati e Agrimensori. Quindi istitu\u00ec la Scuola di Idraulica ed Idrostatica. Con il governo di Maria Luisa, Lucca sub\u00ec una straordinaria trasformazione anche dal punto di vista architettonico. Le mura di cinta della citt\u00e0 persero il rude ruolo militare e divennero, grazie all&#8217;azione del Nottolini, un prezioso parco pubblico, una passeggiata chilometrica tra platani, querce rosse, ippocastani. I mercati alimentari furono spostati fuori le mura per garantire ordine e pulizia all&#8217;interno, le abitazioni imbiancate e sistemate; le strade illuminate con lampioni ad olio. Maria Luisa acquist\u00f2 il cinquecentesco palazzo Guidiccioni, per farne la sede dell&#8217;Archivio Generale. Dal 1817, in meno di due anni, fece costruire il Giglio, fra i primi teatri pubblici italiani.<\/p>\n<p><strong><em>La fine di una grande donna<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ammalatasi, trascorse, per motivi di salute, i suoi ultimi inverni a Roma. Mor\u00ec, forse di cancro ai polmoni, il 13 marzo 1824, nella citt\u00e0 del Papa. Il suo corpo fu portato in Spagna per essere sepolto, accanto al marito Ludovico, all&#8217;Escorial. I precordi rimasero a Lucca fino al 1870 quando, insieme a quelli di altre principesse, furono deposti a Viareggio, nella Cappella dedicata a San Carlo Borromeo nella tenuta borbonica. A Livorno uno scoglio e un centro ricerche di tecnologia robotica marina, frutto della riqualificazione del vecchio stabilimento, di cui mantiene il nome, \u201cScoglio della Regina\u201d, ricordano la presenza di Maria Luisa sul nostro territorio. Bello e coerente il collegamento di un polo di Ricerca scientifica con Maria Luisa, colei che aveva promosso il merito e l&#8217;eccellenza, che aveva fatto della scienza e della cultura i pilastri per rendere grande il suo regno.<\/p>\n<p>&gt;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3044\" src=\"https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/logo1.png\" alt=\"\" width=\"90\" height=\"87\" srcset=\"https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/logo1.png 90w, https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/logo1-62x60.png 62w\" sizes=\"auto, (max-width: 90px) 100vw, 90px\" \/>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3041\" src=\"https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ale.png\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ale.png 202w, https:\/\/cpnsauro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ale-45x60.png 45w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<h2>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Livorno<\/h2>\n<h3>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0SOROPTIMIST CLUB<\/h3>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Luisa di Borbone, \u201cRegina d&#8217;Etruria\u201d e \u201cDuchessa di Lucca\u201d Come \u00e8 noto, Livorno, tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo, divenne una delle pi\u00f9 rinomate mete turistiche d&#8217;Italia e d&#8217;Europa: una vera e propria capitale del turismo balneare. 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